/ La Rapunzel dei libri e non solo | Rosalba Ranieri : "Ascolta la mia ombra" di Marc Levy

domenica 2 febbraio 2014

"Ascolta la mia ombra" di Marc Levy

TITOLO: Ascolta la mia ombra
AUTORE: Marc Levy
COSTO: 9,90€*

E se esistesse qualcuno capace di catturare la nostra anima, svelandone ogni segreto, ogni ferita? Quando capisce di possedere questo formidabile dono, lui è ancora un bambino, timido e isolato dagli altri. Sono le ombre la sua sola compagnia: la parte nascosta e più fragile di ciascuno di noi, ma anche la più trasparente, la più pura. Le ombre lo seguono, lo circondano, sempre pronte a sussurrargli all'orecchio frammenti di ricordi e di verità perdute. E, attraverso di loro, lui impara a riconoscere la sua vocazione: aiutare le persone in carne e ossa, curandole dai loro malanni e insieme restituendo loro desideri e risposte che credevano smarriti per sempre. Fino a quando, ormai medico affermato, dopo anni trascorsi a cercare di guarire le vite altrui, non decide di prendere in mano la propria. Mettendosi sulle tracce dell'unica donna che per lui abbia contato davvero.


Le mie considerazioni:

"Ho avuto paura della notte, paure delle forme che si delineavano nelle ombre della sera, che danzavano nelle pieghe delle tende, sulla carta da parati di una camera da letto. Con il tempo sono svanite. Ma mi basta pensare alla mia infanzia per vederle riapparire, terribili e minacciose." by Ascoltalamiaombra.


"Ascolta la mia ombra" è , a mio parere, uno dei libri più belli scritti dall'autore francese Marc Levy. Pieno di sentimenti, di dolore, di delusione, di amore e VITA. Marc è in grado di ricondurci nella vita di un ragazzino che frequenta le scuole medie, un periodo alquanto infelice per il nostro protagonista, in virtù delle difficoltà con i suoi compagni di classe, ma al di là di ciò, è un bambino speciale, in quanto è in grado di vedere le ombre, che tutti gli altri evitano, è in grado di ricordare e conoscere frammenti di verità dalle ombre.

Aspettavo quel momento con impazienza; la luce doveva arrivare al punto giusto prima della fine del teleromanzo della mamma.Finalmente è successo ciò che attendevo. Proprio di fronte a me, ho visto l’ombra allungarsi sui listelli del pavimento del solaio. Ho dato qualche colpetto di tosse, preso il coraggio a due mani e ho detto in tono deciso ciò ciò di cui ormai ero certo. «Tu non sei la mia ombra!» Non sono pazzo e confesso di aver provato una paura folle quando ho sentito l’ombra rispondermi con un sussurro. «Lo so.» [...] Quando l’ombra si rivolge a me, è un po’ come quando si ha una musica in testa: non ci sono suonatori, eppure si sente in modo estremamente reale, come se un’orchestra immaginaria suonasse accanto a te. L’effetto è lo stesso. [...] «Ti prego, lasciami restare con te. Vorrei tanto sapere com’è essere l’ombra di una bella persona.» «Io sono una bella persona?» «Puoi diventarlo.» «La gente non presta la minima attenzione agli altri, figuriamoci alle loro ombre! Oltretutto, se mi concedi la battuta, restare nell’ombra mi viene naturale. Con un po’ di allenamento e di complicità, riusciremo a farcela.» «Ma tu sei alta almeno tre volte me.» «Non sarà sempre così, è solo questione di tempo. Finché non sarai grande, anche tu dovrai restare un po’ nell’ombra. Ma quando sarai cresciuto, sarò io a portarti verso la luce.»
Anche se crescere è difficile ed arduo, succede sempre qualcosa di bello...La vita può capovolgersi a una velocità incredibile. Tutto va malissimo e all’improvviso un avvenimento imprevisto cambia il corso degli eventi. 

In agosto mia madre ha potuto prendersi dieci giorni di ferie. Ci siamo fatti prestare l’auto da una sua amica e la mamma ha guidato fino al mare. Era la seconda volta nellamia vita che ci andavo. Il mare non invecchia, la spiaggia era identica a come l’avevo lasciata.È stato in quel paese vicino all’acqua che ho incontrato Cléa. Cléa era sordomuta dalla nascita: un’amica fatta per me, ci siamo capiti al volo. Per compensarne la sordità, Dio ha regalato a Cléa due occhi grandi, immensi, la parte più bella di tutto il viso. Pur non sentendo lei vede tutto, non le sfugge nessun particolare. Per la verità Cléa non è muta, le sue corde vocali sono intatte, ma poiché non ha mai sentito le parole, non sa pronunciarle. Mi sembra abbastanza logico. Quando cerca di parlare, i suoni rauchi che le escono dalla gola all’inizio fanno un po’ paura, però quando ride la sua voce assomiglia alla musica di un violoncello, e io adoro il violoncello. Anche se non parla, Cléa non è meno intelligente delle ragazzine della sua età, anzi: conosce a memoria poesie che recita con le mani. Cléa si fa capire a gesti. Cléa disegna parole nell’aria: poesia atmosferica. Élisabeth non è degna nemmeno di allacciarle le scarpe. Mio padre diceva sempre di non fare confronti, ogni persona è diversa: l’importante è trovare la differenza più adatta a noi. Cléa era la differenza adatta a me.
Dopo quella vacanza nulla tornò come prima, perchè il protagonista prova un'altro sentimento: l'amore.
 A volte, dopo pranzo, Cléa si addormentava con la testa sulla mia spalla. Credo fosse il momento più bello della giornata, quello in cui si abbandonava. È sconvolgente,una persona che si abbandona. La guardavo dormire,chiedendomi se in sogno ritrovava l’uso della parola, se udiva il timbro limpido della sua voce. Ogni volta, nel tardo pomeriggio, ci scambiavamo un bacio prima di salutarci.   Dieci giorni  indimenticabili.


Con il passare del tempo, la crescita è inevitabile, il protagonista comprende la sua vocazione: il dover mettersi a disposizione degli altri per aiutarli. Dopo tanti anni di studio, diventa un affermato e bravissimo medico, pronto a salvare le vite altrui. Nonostante siano passati tanti anni, non ha mai dimenticato l'amore della sua infanzia : Clèa.
Dopo tanti anni, il protagonista ritorna lì, dove aveva incontrato Clèa, ma di lei non ci sono tracce, ma la sua tenacia nel ritrovarla sarà così forte che un giorno:

Ho aspettato Cléa in strada. Quando è uscita dal conservatorio, si è legata i capelli e ha camminato verso la fermata dell’autobus con la cartella in mano. L’ho seguita, come si segue la propria ombra con la luce alle spalle. Eppure, quel giorno, Cléa era la mia unica luce, camminava pochi passi davanti a me.È salita sull’autobus, io mi sono seduto davanti e ho voltato la testa verso il finestrino. Cléa si è seduta dietro. A ogni fermata il mio cuore smetteva di battere. Dopo sei fermate Cléa è scesa.Ha risalito la strada senza mai voltarsi. L’ho vista spingere il portone di un piccolo edificio. Alcuni istanti dopo, due finestre si sono illuminate al terzo e ultimo piano; il suo profilo andava dalla cucina al salotto, probabilmente la camera da letto dava sul cortile. Sono tornato alle prime ore del giorno. Un vento mite soffiava sul mattino. Avevo portato il mio aquilone. Appena le ho dispiegate, le ali si sono gonfiate e l’aquila ha preso il volo. Alcuni passanti si fermarono, divertiti, prima di proseguire per la loro strada. L’aquila rattoppata risalì la facciata e compì alcune piroette davanti alle finestre del terzo piano.Cléa si stava preparando un tè in cucina quando la vide. Non credette ai suoi occhi: ne fece le spese la tazza della colazione, che finì in frantumi sul pavimento. Pochi istanti dopo la porta dell’edificio si aprì e Cléa venne verso di me, fissandomi. Sorrise e appoggiò la manosulla mia, non per stringerla, ma per afferrare l’impugnatura dell’aquilone. Aveva ancora il dono della poesia aerea. Quando finalmente ho capito cosa stava facendo, ho letto: «Mi sei mancato». Una donna che riesce a scrivere «Mi sei mancato» con un aquilone...impossibile dimenticarla! Stava sorgendo il sole. Sul marciapiedi le nostre ombre si allungavano una accanto all’altra. All’improvviso ho visto la mia piegarsi e baciare quella di Cléa. A quel punto, sfidando la timidezza, mi sono tolto gli occhiali e l’ho imitata.Dicono che quel mattino, su una diga, la lanterna di un piccolo faro abbandonato si sia rimessa a girare... è dall’ombra di un ricordo che l’ho sentito raccontare.

Un libro da leggere, perchè insegna tanto, c'è un mix di sentimenti, tutti provati dal protagonista dall'inizio della sua infanzia fino a quando, ormai giovane, si trova a riconoscere l'amicizia, l'amore e il dolore per una persona che, ormai anziana, lascia per sempre le nostre vite. Un libro che parla di vita, in tutte le sue sfaccettature, in tutti i suoi colori e i suoi sentimenti...tutti in un bel romanzo.
BUONA LETTURA. 



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