giovedì 29 settembre 2016

"Berlin. La battaglia di Gropius" di Fabio Geda e Marco Magnone| 4^tappa Interview Tour

Buongiorno lettori, quest'oggi il blog ospita un "Interview Tour", che, per chi non ha idea di cosa sia, consiste in un'intervista a cui partecipano più blogger, ciascuno di loro rivolge una domanda allo scrittore e la condividono, assieme alla risposta, con i lettori. A coinvolgermi in questa bellissima iniziativa è stata Elisa di "DevilishStylish". GRAZIE ELI ♥!!!
Quella di oggi è la quarta tappa del tour, pertanto, se vi siete persi le prime tappe, rimediate subito. Sotto il post vi lascio il banner in cui trovate le date e i blog che ospitano le varie tappe.
LA DOMANDA DI ROSALBA
Gli scrittori che scrivono per ragazzi hanno un compito speciale: arricchire la storia di una morale. Quale l'insegnamento che volete diffondere, in modo particolare, con i vostri libri?

LA RISPOSTA DI MARCO
Secondo me le storie non devono essere arricchite di nulla. Devono solo essere oneste: seguire alcuni personaggi in una serie di eventi che li riguardano e che mettono in gioco i loro valori fino a vedere davvero di che pasta sono fatti e come va a finire la faccenda. Solo in questo modo i lettori potranno credere ai personaggi, entrare in empatia con loro; altrimenti, nelle storie con una morale, risulteranno poco più di marionette a comando. E se questo vale sempre, è ancora più importante nella narrativa per ragazzi, dove troppo spesso sono stati creati falsi tabù con la scusa che i giovani lettori non erano pronti per chissà che cosa. A parer mio la complessità del mondo non va nascosta. Anzi, se c’è un insegnamento comune in tutte le storie, è proprio che attraverso di esse possiamo arricchirci di pezzi di vita che non sono la nostra. Come ognuno poi li userà, riguarderà lui o lei soltanto.
  
LA RISPOSTA DI FABIO
Non sono d’accordo. Non penso affatto che gli scrittori per ragazzi abbiano questo compito speciale. Credo che tutti gli scrittori che si interrogano sulla morale finiscano per scrivere libri con una morale qualunque sia il loro ambito: libri per bambini, libri per ragazzi, libri per adulti, saggi, narrativa, articoli di giornale, poesia, teatro. La cosa peggiore che può fare uno scrittore è cercare di scrivere a tesi, incollando una storia attorno a un ipotetico messaggio o iniettandoci qualche pensiero positivo o qualche regoletta etica alla Fedro, drogando gli avvenimenti. Lo scrittore ha il compito di svelare la verità della storia che sta raccontando, qualunque essa sia, come se stesse portando alla luce qualcosa di preesistente a lui e alla sua volontà narrativa. All’inizio del Novecento fecero questa domanda a un produttore di Hollywood, gli chiesero: Che messaggio vuoi mandare con i tuoi film? E lui rispose: Se voglio mandare un messaggio scrivo un telegramma, non faccio un film. Ecco. Le storie sono portatrici sane di messaggi e i lettori di solito li trovano. La cosa straordinaria è che ogni lettore trova i suoi, in base a come ha interagito con la verità della storia. Berlin affronta molti temi: il senso del tempo, il senso della vita, il senso della morte, della comunità, della politica. Insomma, i grandi temi della letteratura. I lettori sono chiamati a rifletterci durante la lettura. A questo punto siamo noi a essere curiosi di sapere che cosa ci hanno trovato. 

Per sapere di più della storia, vi suggerisco di leggere la mia recensione sul primo volume della serie. La trovate, cliccando qui.

Bene lettori, questo è tutto per oggi. Aspetto di leggere nei commenti le vostre opinioni sul romanzo e sull'intervista.
Un abbraccio, R ♥

Nessun commento:

Posta un commento

TI POSSONO INTERESSARE

Se il post ti è piaciuto, lascia un commento. Ti aspetto!