/ La Rapunzel dei libri (e non solo): "Finding Cinderella" e "The boy Band" | What's on my bedside table?

martedì 11 ottobre 2016

"Finding Cinderella" e "The boy Band" | What's on my bedside table?

Buon pomeriggio lettori, oggi vi svelo i due libri che ospita il mio comodino.

"FINDING CINDERELLA" di COLLEEN HOOVER
FINDING CINDERELLA • COLLEEN HOOVER • NOVELLA DELLA SERIE HOPELESS • 90 PP * ATRIA BOOKS
A chance encounter in the dark leads eighteen-year-old Daniel and the girl who stumbles across him to profess their love for each other. But this love comes with conditions: they agree it will only last one hour and it will only be make-believe. When their hour is up and the girl rushes off like Cinderella, Daniel tries to convince himself that what happened between them only seemed perfect because they were pretending it was perfect. Moments like that with girls like her don’t happen outside of fairytales. One year and one bad relationship later, his disbelief in insta-love is stripped away the day he meets Six: a girl with a strange name and an even stranger personality. Daniel soon realizes the way he pretended to feel about Cinderella and the way he really feels about Six may not be so different after all. Especially when the two loves of his life end up being one in the same. Unfortunately for Daniel, finding Cinderella doesn’t guarantee their happily ever after…it only further threatens it.

PERCHÉ HO DECISO DI LEGGERLO
Ho trovato questa novella gratuitamente su kobostore.com e fan, quale sono, della scrittrice non ho resistito a non cliccare su Scarica. Attendevo di concludere dei romanzi ancora in lettura perchè potessi dedicarmici, ed ora eccomi giunta finalmente a questa storia.
Sono felicissima di tornare a leggere un libro in lingua. Ancor più sono lieta di leggere una delle scrittrici che più stimo. La serie Hopeless mi è piaciuta non poco ma questa novella è uno standalone. Ognuno di voi, anche chi non avesse letto la serie, può cimentarsi in questa lettura.

SONO A PAGINA...
Sono a pagina 17. Ho appena terminato il Prologo.

INCIPIT
Prologue
“You got a tattoo?”
It’s the third time I’ve asked Holder the same question, but I just don’t believe it. It’s out of character for him. Especially since I’m not the one who encouraged it.
“Jesus, Daniel,” he groans on the other end of the line. “Stop. And stop asking me why.”
“It’s just a weird thing to tattoo on yourself. Hopeless. It’s a very depressing term. But still, I’m impressed.”
“I gotta go. I’ll call you later this week.”
I sigh into the phone. “God, this sucks, man. The only good thing about this entire school since you moved is fifth period.”
“What’s fifth period?” Holder asks.
“Nothing. They forgot to assign me a class, so I hide out in this maintenance closet every day for an hour.”
Holder laughs. I realize as I’m listening to it that it’s the first time I’ve heard him laugh since Les died two months ago. Maybe moving to Austin will actually be good for him.
The bell rings and I hold the phone with my shoulder and fold up my jacket, then drop it to the floor of the maintenance closet. I flip off the light. “I’ll talk to you later. Nap time.”
“Later,” Holder says.
I end the call and set my alarm for fifty minutes later, then place my phone on the counter. I lower myself to the floor and lie down. I close my eyes and think about how much this year sucks. I hate that Holder is going through what he’s having to go through and there isn’t a damn thing I can do about it. No one that close to me has ever died, much less someone as close as one of my sisters. A twin sister to be exact.
I don’t even try to offer him advice, but I think he likes that. I think he needs me to just continue being myself, because God knows everyone else in this whole damn school has no clue how to act around him. If they weren’t all such stupid assholes he’d probably still be here and school wouldn’t suck half as bad as it does.
But it does suck. Everyone in this place sucks and I hate them all. I hate everybody but Holder and they’re the reason he isn’t here anymore.
I stretch my legs out in front of me and cross my ankles, then fold my arm over my eyes. At least I have fifth period.
Fifth period is nice.
PRIME IMPRESSIONI
Ancora una volta cerco di leggere in lingua e vi sarò sincera, ogni volta che mi approccio al testo mi sembra sempre meno difficile. E' tutta questione di pratica perciò, se anche voi non ve la cavate con la lingua straniera, datevi una chance, non mollate.
Ho letto molto poco ma come sempre la scrittrice non manca di far battere il cuore fin dal Prologo. Non vedo l'ora di continuatore la lettura. Ieri sera non ho potuto dedicarmici, tuttavia devo rimediare assolutamente questa sera, ne ho tutte le intenzioni.

"THE BOY BAND. LI AMAVO DA MORIRE" di GOLDY MOLDAVSKY
THE BOY BAND. LI AMAVO DA MORIRE • GOLDY MOLDAVSKY • STANDALONE • 320PP • DeA
Hadley ha quindici anni e una vera ossessione per i Ruperts, la boy band del momento. Ecco perché, insieme alle sue tre amiche del cuore, affitta una stanza nello stesso hotel di New York in cui alloggerà il gruppo. Spera di poter incontrare i suoi idoli. Le cose però prendono una piega del tutto inaspettata quando una delle ragazze incrocia per caso Rupert P., il membro meno amato della band, ma pur sempre il suo preferito. Incapace di contenere l’entusiasmo, gli si getta al collo con tanto slancio che finisce per tramortirlo. In un attimo, il poveretto si ritrova nella camera delle fan, legato e imbavagliato. Il suo telefonino sequestrato e tutti i suoi segreti nelle mani avide delle quattro amiche. Hadley però si sente in colpa ed è pronta a tutto per liberarlo. Anche a rischiare il carcere o, peggio ancora, a litigare con le amiche. Per chiarirsi le idee lascia la stanza per pochi minuti, pochi minuti soltanto. Ma al suo rientro il cantante è morto. Tutte e tre le amiche si dichiarano innocenti, eppure… Hadley sa che non può più fidarsi di nessuno. Così, in una lunga notte piena di colpi di scena, dovrà prendere la decisione più difficile della sua vita: tradire le amiche e confessare tutto, oppure tradire il grande amore – i Ruperts – e farla franca. Dalla penna affilata di Goldy Moldavsky, un’esilarante commedia nera sulle fandom e le ragazze che hanno il potere di creare, o distruggere, le “celebrità”.

PERCHÉ HO DECISO DI LEGGERLO
Con una trama avvincente come questa e dietro consiglio di un bookblogger che mi ha anticipato nella lettura, non ho avuto alcun dubbio circa il fatto che avrei dovuto leggere questo romanzo. Per l'occasione della sua pubblicazione abbiamo pensato di organizzare un blogtour, che si terrà la settimana prossima. Vi consiglio di non perderlo, per nessun motivo al mondo.

SONO A PAGINA...
Ho appena ricevuto il romanzo, postino o corriere, che sia, ti adoro. Pertanto il libro mi aspetta sul comodino, stasera lo inizierò.

INCIPIT
1
La gente mi ha dato della pazza.
È comprensibile: le vere fan hanno sempre una pessima reputazione. Dicono che siamo strane, isteriche, fissate, da manicomio. Ma la gente non capisce. Solo perché amo tantissimo una cosa non vuol dire che sono matta. E i Ruperts li amavo davvero un sacco. Più del gelato soft alla vaniglia d’estate, più di trovare una nuova recensione a una delle mie fanfiction, più di scoprire un bel film anni Ottanta che non avevo mai visto prima.
Solo perché ero una fan dei Ruperts non significa che fossi fuori di testa.
È importante che lo sappiate fin dall’inizio, perché tutto quello che sto per raccontarvi vi sembrerà… be’, un po’ fuori di testa.
Rupert Pierpont era nella nostra stanza d’albergo. Probabilmente siete curiosi di sapere come ci siamo riuscite. Non capita tutti i giorni di ritrovarsi a tu per tu con un membro della boy band più famosa della Storia.
Aspettate. Fatemelo ridire in maniera corretta.
Non capita tutti i giorni di trovarsi a tu per tu con il più grande fallito della boy band più famosa della Storia, bendato e legato alla poltrona di un hotel.
So quello che state pensando: che cosa l’ha reso un tale fallito? Ma ci arriveremo. Per cominciare, Erin, Isabel, Apple e io lo fissammo e basta, in attesa che riprendesse conoscenza.
Non avevamo ancora acceso le luci, perciò la stanza era illuminata soltanto dai raggi del sole pomeridiano che filtravano dalle finestre in legno. La luce chiazzava la moquette grigia e alcuni punti delle pareti color porpora, facendole diventare viola. Nel complesso, però, il posto era buio. Diciamo che si intonava all’atmosfera del momento.
L’unico suono erano i clic che provenivano dal cellulare di Isabel. Lo schermo era ridotto a una fitta ragnatela di incrinature, e la cover era un collage artigianale di nastro adesivo e ritagli di Rupert L. a torso nudo, ma Isabel si aggrappava al suo telefono come se per lei fosse la cosa più preziosa del mondo. Probabilmente lo era. Mentre scriveva teneva lo schermo davanti alla faccia ed era avvolta da un bagliore inquietante, come un falò azzurro. Fu la prima a rompere il silenzio. «Che cosa indossa?»
«Hip-hop» risposi.

Bene lettori, questo è il mio What's on my bedside table? Quale il vostro?
Quale la vostra lettura in corso?
Vi abbraccio, R ♥

2 commenti:

  1. Devo provare a leggere anch'io quella della Hoover, il suo modo di scrivere si può leggere anche in lingua visto che l'ho già sperimentato :-) Grazie per avermelo fatto conoscere

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    1. Ciao Susy, hai visto?L'impresa non è impossibile.
      Un abbraccio ♥

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