/ La Rapunzel dei libri (e non solo): "Il prigioniero del cielo" di Carlos Ruiz Zafón | Recensione

lunedì 19 dicembre 2016

"Il prigioniero del cielo" di Carlos Ruiz Zafón | Recensione

Salve lettori, ben ritrovati. Finalmente trovo del tempo da dedicare alla recensione del libro "Il prigioniero del cielo", terzo romanzo della quadrilogia "Il cimitero dei libri dimenticati" di Carlos Ruiz Zafón 
Nelle ultime settimane sono stata impegnata con la sessione invernale. Dopo un bel trenta e lode ,portato a casa mercoledì, ho beccato, per festeggiare, un tremendo raffreddore e un pizzico di mal di gola. Questo mi ha costretto a stare a letto e ad abbandonare il più possibile tablet, cellulare e pc. Non ho potuto fare a meno di leggere però. Grazie alla Newton Compton e alle sue super imperdibili offerte, ho acquistato gli ultimi due romanzi della serie "The Fall Away" di Penelope Douglas, e grazie a "Non riesco a dimenticarti" e "Odiami come io ti amo" sto superando la malattia. Per fortuna ci sono loro, i libri e le storie d'amore ♥.♥. Books can save us, niente di più vero e saggio.

IL PRIGIONIERO DEL CIELO (EL PRISIONIERO DEL CIELO) | CARLOS RUIZ ZAFON| IL CIMITERO DEI LIBRI DIMENTICATI SERIE #3 | HISTORICAL FICTION | 28 FEBBRAIO 2012 | MONDADORI
Barcellona, dicembre 1957. Nella libreria dei Sempere entra un individuo misterioso che acquista una preziosa edizione del Conte di Montecristo e la lascia in custodia a Daniel perché la consegni al suo amico Fermin. Il libro porta una dedica inquietante: "Per Fermin Romero de Torres, che è riemerso tra i morti e ha la chiave del futuro", firmato "13". Tra malintesi, imbrogli e minacciosi ricordi dal passato inizia l'indagine di Daniel per decifrare quella dedica enigmatica e capire quali segreti nasconde il suo fedele amico. Prima di potersene rendere conto, il giovane libraio viene catapultato in un passato che lo riguarda da vicino, dove la morte di sua madre Isabella si lega al destino di David Martin, il grande scrittore che dal carcere scrive Il gioco dell'angelo, e a quello del perfido editore Mauricio Valls, una vecchia conoscenza degli anni di carcere di Fermin. Quello che Daniel scoprirà non rimarrà senza effetti sulla sua vita, molte domande rimaste in sospeso avranno una risposta e lui si troverà in mano, inaspettatamente, la possibilità di vendicarsi.


RECENSIONE
Dopo aver conosciuto Daniel ne "L'ombra del vento" (QUI la recensione) e David ne "Il gioco dell'angelo" (QUI la recensione), lo scrittore pensa bene di dedicare un terzo libro ad uno dei personaggi più curiosi del primo romanzo: Fermín Romeo de Torres. Ne "Il prigioniero del cielo", Zafón  ha pensato bene di unire le tre storie. Se vi fermate a leggere la mia recensione di "L'ombra del vento" capirete che Fermín è davvero uno dei protagonisti più importanti della storia, molte cose non sarebbero successe in sua mancanza ma ciò che più rileva è che Fermín  è un grande amico, pronto a sostenere il giovane ed inesperto Daniel. Il motivo per il quale Fermín incontra i Sempere però non è una mera coincidenza, se così sembra nel primo libro, ci viene spiegato il contrario nel terzo. Con "Il prigioniero del cielo", Zafon ci porta indietro nel tempo e lo fa con un ingegno letterario di non poco conto: sulla scena compare un altro personaggio: l'uomo che torna dal regno dei morti. Lo sconosciuto entra in libreria e chiede a Daniel un libro: Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas. L'uomo non è un cliente abituale e neppure sembra esser un letterato, tuttavia vuole una delle più costose edizioni del romanzo, pagandolo anche più del dovuto. Chiede a Daniel di far recapitare il libro ad un suo amico, ma lo sconosciuto non lascia alcun indirizzo perché sa che il destinatario del dono è una persona che Daniel conosce bene: Fermín. 
La comparsa sulla scena di questo nuovo protagonista consente a Fermín di raccontarsi e lo fa dilungandosi per tutto il libro fintanto che non viene a galla una verità inaspettata, che stravolge il mondo di Daniel. 
Ci troviamo ancora negli anni in cui la legge non è uguale per tutti, ma i più potenti e i più ricchi riescono a farla franca incolpando gli altri. Fermín è vittima di uomini senza scrupoli e malvagi, come Fumero, ma non solo. Ne "Il prigioniero del cielo" compare un altro mostro, che appare ancor più malvagio di Fumero. 
Fermín vive un'esperienza dolorosa e raccapricciante, e quando torna a vivere lo fa senza perder di vista i suoi obiettivi.
La storia che lo scrittore racconta, diversamente dai primi due libri, non termina ne "Il prigioniero del cielo". Certo, abbiamo un epilogo, ma la storia continua ne "Il labirinto degli spiriti", che ho in libreria ma che non ho ancora avuto modo di leggere. Sicuramente sarà una lettura natalizia, non vedo l'ora.
Se dovessi parlare delle mie considerazioni in merito a questo terzo romanzo dovrei subito alzare le mani e dire che questo libro non è assolutamente al pari degli altri, è meno coinvolgente e meno entusiasmante. Zafón è sempre bravo nel creare atmosfere che portano il lettore ad immergersi nella lettura ma nei precedenti libri ho trovato più sintonia, più cupidigia di arrivare a fine libro e godermi quel meritato finale a storie che avevo già letto e che ho riletto con immenso piacere. Non voglio bocciare "Il prigioniero del cielo" perché è sempre uno dei libri di uno scrittore che, oserei dire, venero, ma non troverete le stesse sensazioni dei precedenti in questo terzo romanzo, forse perché, mi auguro sia così, in questo romanzo si inizia qualcosa che si finirà nel quarto. Spero che "Il labirinto degli spiriti" saprà ricompensare di tutto ciò che Zafón non è arrivato a darmi con "Il prigioniero del cielo". 
Finalmente conosciamo Fermín, quest'uomo molto simpatico che ha provato sulla sua pelle l'inferno ed è resuscitato dal regno dei morti. Ho adorato il fatto che dopo tante brutte cose, lo scrittore dedicasse delle belle cose al povero Fermín, soprattutto ho molto apprezzato le partiti dedicate a Daniel e sua moglie Bea, al piccolo Julián. Ecco, per chi ha amato oltre misura "L'ombra del vento", queste parti, in cui una storia che ci ha emozionato continuano, sono preziose e contribuiscono a rendere il libro meritevole di esser letto.  Come vi dicevo, la storia non si è conclusa, ci sono ancora indagini da compiere e segreti e verità che devono venire a galla che io, avida lettrice come sono, non vedo l'ora di scoprire. 
Complessivamente il libro merita 4/5 STARS! Non dimenticatevi che Zafón è uno dei miei scrittori preferiti, io impazzisco letteralmente per i suoi libri perciò non posso dargli meno di quattro stelline, meritate anche solo per il suo stile di scrittura. 

2 commenti:

  1. Ciao cara Rosalba, complimentissimi per il 30 e lode! Mi dispiace tanto per il raffreddore, menomale che ti hanno coccolata i libri.. sono un autentico toccasana <3 Che dire de "Il prigioniero del cielo"? Beh l'ho amato moto davvero, Fermin è un personaggio affascinante e sono d'accordissimo con la scelta dell'autore di dargli spazio. Amo moltissimo Zafòn <3 Un bacione grande grande con il cuore

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  2. Anch'io amo moltissimo quest'autore! Il prigioniero del cielo è un libro davvero meraviglioso, e presto sarei curiosa di scoprire come si concludono le vicende nell'ultimo romanzo da poco pubblicato 😊😊

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