/ La Rapunzel dei libri e non solo | Rosalba Ranieri : "Il cavaliere d'inverno" di Paullina Simons

venerdì 21 marzo 2014

"Il cavaliere d'inverno" di Paullina Simons

Certi libri ti attraggono a pelle, seppure taluni siano molto voluminosi li termini in un battibaleno. Vieni attratto dalle pagine e dalla storia, non riesci più a smettere di leggere e riporre il libro. 
Questo è una gran problema...
Veniamo a noi e al libro della russa Paullina Simons:


TITOLO: Il cavaliere d'inverno
AUTRICE: Paullina Simons
COSTO: 10.00

Leningrato, 1941. In una tranquilla sera d'estate Tatiana e Dasha, sorelle ma soprattutto grandi amiche, si stanno confidando i segreti del cuore, quando alla radio il generale Motolov annuncia che la Germania ha invaso la Russia.
Uscita per fare scorta di cibo, Tatiana incontra Alexander, un giovane ufficiale dell'Armata Rossa che parla russo con un lieve accento. Tra loro scatta subito un'attrazione  reciproca e irresistibile. Ma è un amore impossibile, che potrebbe distruggerli entrambi. Mentre un implacabile inverno e l'assedio nazista stringono la città in una morsa, riducendola allo stremo, Tatiana e Alexander trarranno la forza per affrontare mille avversità e sacrifici proprio dal legame segreto che li unisce.



Le mie considerazioni:

L'amore è capace di vincere qualsiasi cosa, anche la morte. 
By larapunzeldeilibri

Ci troviamo a Leningrado, anno 1941. Anno in cui scoppiò la guerra in Russia, che era ormai stremata dalla povertà: intere famiglie erano costrette a vivere in pochi metri qudrati come la famiglia di Tatiana. In una piccola stanza vivevano il padre Georgij Vasilevic Metanov, la madre Trina o Irina Metanov, Dasha, la sorella maggiore e Pasha e Tatiana, i due gemelli.
In una calda mattina estiva, la famiglia Metanova, così come tutte le famiglie russe, si ritrovò ad ascoltare le parole di un generale che annunciava, tramite via radio, che i Tedeschi avevano appena dichiarato guerra all'Unione Sovietica. Dall'udir di quelle parole che annunciavano il peggio ad una Russia ormai stremata, Georgij Vasilevic invitò suo figlio a preparare la valigia per partire in campeggio presso Tolmacëvo, affinché il suo unico figlio maschio potesse fuggire dal destino che attendeva tutti i diciassettenni russi: arruolarsi nell'esercito dell'Armata Rossa. Quella stessa mattina Georgij Vasilevic diede una centinaia di rubli a sua figlia Tatiana perchè potesse fare la spesa e portare a casa provviste, utili nei momenti peggiori. Quella mattina Tatiana era raggiante, indossava il suo vestitino bianco con le rose, che le andava troppo stretto per i suoi diciassette anni, e mentre era ferma presso la fermata dell'autobus, pronta per andare a fare compere, i suoi occhi rimasero fermi e incatenati presso gli occhi di un soldato, fermo dall'altra parte della strada che portava con se un fucile. Tania cercò inviano di costringersi ad abbassare gli occhi o a guardare altrove ma non riescì a fare a meno di fissare il suo soldato, fin quando, incuriosito dalla fanciulla, il soldato le si avvicinò, le disse di chiamarsi Alexander e le chiese dove fosse diretta. 
Quella mattina due anime, destinate ad appartenersi, si trovarono. 
Fecero la spesa, incontrarono un compagno di Alexander, di nome Dimitri e carichi di cibo si incamminarono verso casa Metanova.
Una volta a casa, accadde l'impensabile, la sorella maggiore Dasha saltellò accogliendo con gioia il soldato, che lei stessa aveva incontrato qualche notte prima e diceva di essersene innamorata. Tania capì immediatamente che non poteva raccontare a sua sorella ciò che aveva provato alla vista del soldato, e che faceva meglio a nasconderle i suoi sentimenti per il bene di tutta la sua famiglia. 
Alexander non poteva rinunciare a starle vicino così approfittò delle sue ore libere per accompagnare Tania a casa dopo il lavoro. Nei loro incontri sempre più frequenti Tania e Alexander impararono a conoscersi: Tania rimase affascinata dalla vita di Alexander, dal dolore che provò durante la sua adolescenza, trasferirsi dall'America all'Unione Sovietica per poi perdere i suoi amati genitori, perchè condannati, come traditori della Santa Madre Russia, a morire in carcere; Alexander si innamorò subito dei modi di fare di Tania, della sua generosità e del suo corpo che iniziava pian piano a sbocciare come un fiore.
Compresi i loro sentimenti troppo vividi e difficili da reprimere, Tania e Aleander decidono di indossare una maschera di indifferenza dinnanzi alla sua famiglia per il bene di tutti, Alexander cerca di persuadere Tania a raccontare tutto, senza alcuna bugia, ma Tania le confida di non poter arrecare così tanto dolore alla sorella, che l'avrebbe odiata per sempre, e che non avrebbe voluto perdere l'unica sorella che aveva.
Così iniziarono le bugie e la maschera d'indifferenza che alla presenza di tutta la famiglia indossavano.
Stanchi di non avere notizie del loro unico figlio, i genitori di Tania divennero disperati: il padre beveva, la madre piangeva, e fu Tania, una notte, che decise di tagliarsi i capelli, mettersi in  viaggio e riportare Pasha dai suoi genitori. 
Tania non sapeva cosa avrebbe visto: città distrutte, famiglie distrutte, uomini ammassati e morti. Cosa avrebbe dovuto fare per ritrovare suo fratello e riportarlo sano e salvo dai suoi genitori? 
All'indomani Dasha informò Alexander della pazzia della sorella e subito Alexander si mise in viaggio per cercarla. Dopo aver girato in lungo e largo per terre ormai distrutte dai bombardamenti tedeschi, la ritrovò gemente tra numerosi corpi ormai privi di vita. Nonostante le ossa rotte Tatiana venne salvata e riportata alla vita da Alexander. Quella notte presso l'ospedale di Luga, Alexander rimase vicino alla sua innamorata, che dolorante si stringeva al corpo caldo dell'uomo. In quella notte Alexander scoprì quanto fossero belle le sue labbra, perchè le assaggiò finalmente dopo aver passato troppo tempo ad immaginarne la loro morbidezza.
Alexander riuscì a riportare Tania in ospedale a Leningrado, ma dopo quel primo bacio ne vollero sempre più, così una notte in ospedale Alexander non riuscì più a resistere dal baciare la pelle morbida e liscia di Tatiana. Ma grazie a dio si fermarono in tempo perchè la loro prima volta non poteva accadere lì, davanti agli occhi di infermiere e malati.
Si tennero a distanza davanti agli occhi degli altri, si tennero sempre più stretti in quei pochi momenti in cui restavano soli. Si scambiavano baci, carezze, sguardi, respiravano l'aria che respirava l'altro, fin quando Alexander non cedette alla richiesta di matrimonio di Dasha. L'unico motivo che lo portò ad accettare fu l'amico Dimitri, il quale avrebbe finalmente capito che ad Alexander non interessava Tania, e si sarebbe allontanato da lei.
Come poté Tania mostrare indifferenza dinnanzi alla sorella? Il suo cuore piangeva, quello della sorella sorrideva.
La guerra portò via Pasha, la gioia e i due soldati, che combatterono al fronte, lasciò posto alle fame e al freddo. Non solo la fame, ma il freddo e la mal nutrizione portarono alla morte di tanti russi, pian piano anche la famiglia di Tatiana venne distrutta, fin quando non rimasero Tatiana e sua sorella Dasha, incapace di muoversi perchè si era ammalata di tubercolosi. Nei suoi ultimi giorni di vita Dasha aveva capito che Alexander e Tatiana si amavano e si rimproverò di esser stata cieca e stupida. Chiese più volte ai due innamorati di dirle la verità, ma Tatiana e Alexander si promisero di mentire fino alla fine. Alexander riuscì a mettere in salvo le due donne e condurle presso Kobona, durante il viaggio che le conduceva per la via della salvezza Alexander chiese a Tania di salvarsi per lui. All'indomani Tatiana e Dasha giunsero presso Kobona, Dasha emise il suo ultimo respiro ricordando a Tatiana di essere stata una brava sorella. Tatiana e Alexander non si rividero per mesi, fin quando Alexander non decise, con la speranza nel cuore, di andare alla ricerca delle sorelle Metanova. Nei mesi in cui combatteva per la patria si era sempre domandato se si fossero salvate e aveva sempre sperato di poterle rivedere un giorno, non poteva immaginare la sua vita senza Tatiana, se un dio esisteva non avrebbe permesso che due anime così innamorate nel profondo potessero non rivedersi più. 
Alexander la ritrovò, eccola lì la sua Tania, con un vestito che le lasciava scoperte le gambe, le braccia e la schiena. Era bellissima, appena lo vide Tatiana gli corse contro e accolse il suo soldato presso la casa delle vecchiette che si presero cura di Tatiana durante l'inverno. Tatiana e Alexander non riuscirono a resistere. Due anime in pena, che avevano represso per troppo a lungo i loro sentimenti, si ritrovarono e si cercarono, i loro cuori, le loro mani , i loro occhi, le loro labbra. 
Finalmente Tatiana e Alexander poterono fare l'amore e vivere ciò che a lungo avevano immaginato e sognato. Pian piano Alexander trasformò l'isba dei nonni di Tatiana in un rifugio d'amore. Alexander e Tatiana si amavano così tanto che il soldato chiese alla fanciulla di sposarlo per appartenersi per sempre, per l'eternità  e si unirono in matrimonio davanti gli occhi di dio. Erano diventati moglie e marito, appartenevano l'uno a l'altro, nessuno poteva più nasconderlo.
Trascorsi i due mesi di licenza, tra amore, carezze e giochi, Alexander dovrà ritornare a combattere al fronte. Tatiana ritorno a Leningrado, nella sua casa per star più vicino al suo Alexander. La loro passione sboccerà anche nelle stanze proibite, dove Alexander e Tatiana non potevano guardarsi negli occhi. Dalla loro unione sarà presto concepito un bel maschietto.
La storia non termina felicemente, i due innamorati si separano: Alexander viene reso prigioniero, perchè di lui  si scopre la famiglia di provenienza; Tatiana fugge, dopo che le venne riferito della morte improvvisa di Alexander, e giunge presso la Grande Mela, sapendo in cuor suo che il suo amato Shura è vivo, da qualche parte, ma pur sempre vivo.

Non mi sarei mai aspettata di poter finire questo libro, di circa 700 pagine, in meno di una settimana. Ho adorato la scrittura e lo stile dell'autrice, e la storia è avvincente, mi è piaciuta dall'inizio alla fine. Temevo il finale, davvero. Temevo che l'uno o l'altro potesse morire, o un finale privo di un bel lieto fine che, a mio parere, dopo tante brutture, merita il romanzo. 
I due protagonisti sono straordinari: Alexander è un uomo che, a soli 22 anni, ha affrontato la morte dei suoi genitori, la malattia, e la guerra. Nessuno può uccidere Alexander fin quando ci sarà l'amore di Tatiana a mantenerlo in vita. Tatiana è una fanciulla, che ancora ingenuamente, non comprende cosa le accade attorno, ma arriva il momento in cui a poco a poco la sua famiglia sta per estinguersi e dimostra ai lettori una forza straordinaria. Tatiana, seppure ha 17, non perde un attimo ad abbattersi e a rimpiangere il periodo in cui tutta la famiglia viveva felice, tutta assieme, ma con vigore e pazienza, va a vanti, si preoccupa delle donne della sua famiglia, si preoccupava di reperire le porzioni di cibo che a loro spettavano, rimane viva pensando che un giorno la guerra finirà e finalmente potrà rivedere gli occhi del suo soldato.
Tatiana è una donna ricca di speranze, pronta ad aiutare tutti, anche quando avrebbe avuto bisogno lei di aiuto. Spera in un futuro pieno di amore e di felicità accanto al suo amato Shura, ora che dio, ha regalato loro un dono meraviglioso: un bambino, sangue del loro sangue. Paullina Simons conclude il libro con un finale che lascia speranza, la stessa di Tatiana, che un giorno si ritroveranno, perchè Alexander non è morto, non può averla lasciata da sola. Il loro amore ha sconfitto tutto, sconfiggerà anche la prigionia e la lontananza.
La lettura continua con i romanzi:
- Alexander e Tatiana
- Il giardino d'estate.


Che ne pensate? Quali sono le vostre considerazioni.


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