Cari lettori, come state? Oggi vi riporto uno stralcio tratto dall'ultimo romanzo letto: 'Sei in ogni mio respiro' di Jessica Park. Ho adorato questo libro e con questo post voglio deliziare anche voi, se magari non avete ancora letto il romanzo, di un piccolo estratto. In tal modo spero di invitarvi alla lettura. Il libro merita di esser letto. Sono molto entusiasta del romanzo, e ve ne parlerò ancor meglio nella recensione.
«La musica dev’essere il sottofondo, creare l’atmosfera. Quando ti sentirai in quel luogo sicuro, allora potrai correre, e spingere il tuo corpo oltre i suoi limiti. Ti servono delle canzoni con un senso, un’anima, un cuore. Non queste stronzate pop.»
Mi ha riportato nel mondo reale, e mi ritrovo a scuotere il capo. «Non lo so. Non mi piacciono quelle con un senso. O un’anima, o un cuore.»
Chris si inginocchia davanti a me, si toglie una cuffietta e me la infila nell’orecchio. Metto una mano sotto la sua per sistemare l’auricolare e lui mi scosta i capelli. Con le dita sul lato del mio viso, mi fa inclinare la testa per fissarmi negli occhi. «Ti servono delle canzoni che ti diano delle sensazioni. Alcune ti faranno sentire forte e altre debole. Alcune ti renderanno determinata e altre ti faranno a pezzi. Ma ti servono tutte.» Parte la musica. È lenta. Delicata e ritmica, fatta di melodie che si intrecciano. «Corri attraverso il dolore.»
Scuoto di nuovo la testa, con lo sguardo fisso alle sue spalle. «No.» Vorrei concentrarmi sulla sua nuca abbronzata.
Annuisce. «Sì invece. Corri per attraversarlo, sentirlo, lascialo venire.»
«No», ribatto, più ostinata. «Lo faccio già fin troppo.»
«Non credo che tu lo faccia davvero. Secondo me, ti soffermi su determinati aspetti delle cose e poi le getti via. Smettila di fare resistenza.»
«Come fai a saperlo?» Dannazione. Di nuovo quel familiare pizzicore agli occhi. È così facile giocare con le mie emozioni, passare in modo del tutto imprevedibile da un estremo all’altro. Desiderio, poi rabbia, dolore… Non c’è mai fine. E con Chris è ancora peggio. Perché non riesco a tenermi a distanza?
«Lo gridi ai quattro venti in tutto ciò che fai. Ti aggrappi a ciò che ti è successo perché pensi che sia tutto quello che hai.»
«È così.»
«Trovati qualcos’altro.»
Scuoto la testa. Non so come si fa.