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lunedì 25 gennaio 2016

Recensione: 'La bambina numero otto' di Kim van Alkemade

Buon inizio settimana a tutti voi. Qui sul blog si comincia la settimana con il piede giusto: una recensione di un libro che mi ha tenuto compagnia negli ultimi giorni: 'La bambina numero otto' di Kim van Alkemade, noto come 'Orphan number 8'.

La bambina numero otto di Kim van Alkemade, sul mio scaffale.Titolo: La bambina numero otto
Titolo originale: Orphan number 8
Scrittrice:
New York, Anni Cinquanta. Per Rachel, infermiera dalla vita regolare e solitaria, il passato è un buco nero dal quale è riuscita a fuggire per miracolo. Quando però incontra Mildred Solomon, anziana paziente senza più speranze di guarigione, d'un tratto qualcosa nel suo subconscio si slaccia, i ricordi rimossi tornano a galla, prendono il sopravvento. Perché Rachel e la Dottoressa Solomon, come la donna vuole essere chiamata, si sono già conosciute tanto tempo fa, quando Rachel non era ancora Rachel, ma solo la bambina numero otto, un'orfana di pochi anni affidata a un istituto nel Lower East Side di Manhattan. Ma chi è veramente la Dottoressa Solomon? La madre surrogata che si prendeva cura degli sfortunati orfani - unico raggio di luce nella tormentata esistenza della piccola Rachel - o una donna fredda e cinica, votata alle proprie ambizioni e pronta a tutto nel nome della scienza? Solo chiamando a raccolta i fantasmi della memoria Rachel potrà trovare le risposte di cui ha bisogno, e diventare finalmente padrona del proprio destino. Kim van Alkemade prende spunto da fatti realmente accaduti per mettere in scena un dramma sui temi dell'abbandono, del tradimento e del riscatto.


RECENSIONE
Non avrei mai pensato che 'La bambina numero otto' mi coinvolgesse così tanto da divorare il libro in tempo record, non più di  tre giorni. 
Fin dalle prime pagine la scrittrice tiene il lettore incollato alla storia. Ho perso il conto del tempo. Iniziare e finire il romanzo è stato spontaneo, naturale. 
Kim van Alkemade ha uno stile così fluido da raccontare la sua storia in modo intenso, profondo ed avvincente.
Ci troviamo nella Grande Mela degli anni Cinquanta, la famiglia Rabinowitz è una come tante, con due bambini: Sam di sei anni e Rachel di quattro. Nelle mura di casa la famiglia è unita e felice, ma questa bolla di felicità dura ben poco. 
Ben presto Sam e Rachel si trovano soli, senza genitori che possono prendersi cura di loro. Sono sani e ben curati, ma la mancanza di una famiglia disposta ad adottarli porta Rachel nel  brefotrofio e Sam nell'orfanotrofio più vicino alla città. 
Fin da subito i due fratelli vengono separati e la storia narrata si concentra su Rachel. 
Rachel ci racconta la sua storia alternando due archi temporali: il passato e il presente. 
La Rachel del presente è una bella donna dalla lunga chioma, che svolge il suo mestiere di infermiera con dedizione, ma la sua vita viene stravolta dall'arrivo in ospedale della dottoressa Mildred Solomon, alla quale restano ancora pochi giorni di vita a causa di un cancro alle ossa che la tormenta ogni giorno.
Quegli occhi non sono sconosciuti per Rachel. Rachel conosce quella donna, ma i suoi ricordi sono sfocati e non ben definiti. Il volto di quella donna ritorna dinnanzi agli occhi di una Rachel troppo giovane, che ancora non capisce cosa fosse successo alla sua vita e cosa le sarebbe accaduto.
Quel brefotrofio non può dirsi un luogo di accoglienza per bambini abbandonati o orfani, ma il luogo in cui i medici li utilizzano, come se fossero delle merci inanimate, per esperimenti che li avrebbero portati a raggiungere scoperte inaudite in quegli anni e una nota fama attorno al loro nome. A rimetterci sono solo i bambini, poveri esseri indifesi, che ignari di quanto gli stesse accadendo attorno, soffrono per le brutture inflittegli. Un lato del romanzo, questo, un po crudo che non lascia indifferente il lettore.
Non ho mancato di versare lacrime in queste pagine, ma soprattutto ho riflettuto su quanta cattiveria potesse usare l'uomo contro dei semplici bambini. Mi domando se vedere soffrire dei bambini indifesi non provocasse loro un senso di colpa, rimorso e dolore. La voglia di essere grandi e memorabili può calpestare il senso di umanità?
Rachel scopre cosa la lega a quella donna. Attraverso i suoi pochi ricordi, mette insieme i pezzi e conosce a cosa veniva sottoposta all'età di quattro o cinque anni. Capisce di esser stata cresciuta da mostri, e uno di quelli era la donna dal dolce sorriso, la dottoressa Mildred Solomon. Capisce che i sorrisi e le carezze di quella donna non erano amorevoli e che lei non era altro che del materiale per raggiungere i suoi obiettivi nella ricerca medica. La verità è amara, ancor più quando scopre che la sua sofferenza non è ancora terminata.
Ora Rachel non è più una bambina e nel letto d'ospedale c'è il suo carnefice.
Pensate sia possibile il perdono? Pensate sia più semplice la vendetta? Far assaggiare un po di dolore a chi ha saputo infliggerlo?
Tra presente e passato conosciamo la storia di Rachel. Ho compreso a pieno la sua tenacia nel voler conoscere la sua storia; ho assaporato la  sua rabbia, il suo dolore e il suo sentimento di vendetta.  Come non condividere con lei la voglia di riscatto. La verità è dura, ma nonostante tutto Rachel si dimostra sempre forte, una roccia che non crolla mai, neppure vacilla. 
E' una donna ammirevole, che ama incondizionatamente. Soffre perchè la vita è stata crudele con lei, ma non c'è nulla a cui non si può porre rimedio. 
Un libro che parla di dolore, rabbia, amore e perdono. Un libro sulle seconde possibilità, che da un insegnamento ai lettori: cerchiamo la felicità dentro noi stessi, è a un passo da noi.
Un libro profondo, emozionante, che tocca le corde del cuore. Una storia che segna il lettore, che non può dimenticare. Rachel vivrà sempre nel mio cuore da lettore e la ricorderò come una donna forte, combattiva, incapace di non amare, anche se di amore, nella sua vita, ne ha ricevuto ben poco. 
Valuto complessivamente il romanzo come:
Ringrazio ancora Riccardo per avermi concesso una copia di questo romanzo.
Ora la parola spetta a voi. Cosa pensate di questo libro? Fa al caso vostro? Lo comprerete? Lo avete già letto? Vi aspetto nei commenti.
Vi saluto e abbraccio,
Rapunzel

4 commenti:

  1. Che bella recensione! Ora sono ancora più decisa ad acquistarlo!

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    1. Grazie Cara. Sono molto contenta che la mia recensione ti sia stata d'aiuto. Un abbraccio, Rapunzel.

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  2. Bellisima recensione, devo dire che mi incuriosisce molto :)

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    1. Grazie Gian Marco. E' davvero bello. Te lo consiglio.

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