/ La Rapunzel dei libri (e non solo): "Un disastro chiamato amore" di Chiara Giacobelli | Intervista

venerdì 30 settembre 2016

"Un disastro chiamato amore" di Chiara Giacobelli | Intervista

Buongiorno lettori, oggi voglio proporvi, in attesa della sua recensione, l'intervista che ha rilasciato Chiara Giacobelli, scrittrice di "Un disastro chiamato amore".  Con questo botta e risposta non solo conosciamo la scrittrice ma ci avviciniamo al romanzo con un approccio diverso dalla solita recensione. Io vi consiglio questo libro, una lettura molto piacevole, in compagnia di una protagonista un po' pazzerella, che porta risa ed allegria.
Ringrazio Chiara per la sua disponibilità!


1. Raccontaci qualcosa di te come le tre cose che preferisci in assoluto, il tuo colore ed animale preferito, i tuoi scrittori preferiti e i tre libri che ogni lettore dovrebbe leggere prima di morire.
Le tre cose che preferisco in assoluto: addormentarmi stretta tra le braccia dell'uomo che amo, scrivere, sentirmi libera.
Colore preferito: l'arcobaleno, perché è completezza nell'unicità, nonché da sempre simbolo di speranza e di sogni fantasiosi.
Animale preferito: gatto.
Scrittori preferiti: tanti, tantissimi. Restando sul numero tre (e facendo torto a molti di loro): Emily Bronte, Gustave Flaubert, Melania Mazzucco.
Tre libri: "On the road" di Kerouac per imparare la libertà, "La dama delle camelie" di Dumas per imparare la passionalità e "Romeo & Juliet" di Shakespeare per imparare che la vita è tutta una questione di tempistiche.

2.Cosa ami di più del tuo mestiere di scrittrice?
La possibilità di calarmi ogni volta in un personaggio diverso, scoprendo professioni differenti dalla mia, altri modi di pensare o concepire il mondo, aprendo la mente. Melania Mazzucco fa dire al Tintoretto ne "La lunga attesa dell'angelo": tutti sognano di essere molte persone in un'unica vita, ma solamente un artista riesce a farlo davvero.
Oltre a ciò, adoro la sensazione che si prova quando si viene colti dall'ispirazione artistica: è un qualcosa di speciale ed estremamente intenso che non baratterei con niente altro al mondo. Mi permette di entrare in contatto con la me stessa più intima e profonda in maniera totalizzante.

3.Quale pensi sia l'obiettivo che ogni scrittore dovrebbe perseguire con i suoi libri?
Dare vita a quella piccola goccia nell'oceano che possa portare a un miglioramento graduale della nostra società e a un'evoluzione della razza umana, attraverso la presa di coscienza, il mostrare la bellezza intesa in senso lato e la capacità di generare un pensiero critico nei singoli individui.

4.Come è nato 'Un disastro chiamato amore'?

Da una malattia, come terapia. La maggior parte delle cose migliori che facciamo nascono da momenti di forte sofferenza che ci insegnano molto più di quanto lì per lì possiamo immaginare.

5. Dove hai tratto l'ispirazione per la descrizione dei paesaggi?
Li ho visitati più volte e studiati, li ho respirati, ho ascoltato le storie delle persone che vivono là, ho curiosato, mi ci sono immersa anima e corpo. Non so descrivere qualcosa che non conosco, e soprattutto che non sento dentro.

6.Se il tuo libro diventasse un film, quale attore ed attrice impersonificherebbero Vivienne ed Alex?
Su Alex non ho dubbi: Henry Cavill tutta la vita!! Per Vivienne faremo i casting, ma non deve essere troppo bella né particolarmente affascinante, altrimenti fallisce il piano per cui Henry deve innamorarsi di me, e non dell'attrice protagonista!

7.Se dovessi raccontare il libro con una canzone, quale sarebbe?
"The miracle of love", sia perché è la canzone di sottofondo in un momento cruciale del libro, sia perché ne racchiude il senso intero: il miracolo dell'amore. Perché l'amore, specialmente quello che racconto qui, è un miracolo.

8. Quali i tuoi futuri progetti? Stai già lavorando su un'altra storia? Se si svelaci piccoli segreti.
A novembre uscirà per la Newton Compton Editori "101 cose da fare in Veneto almeno una volta nella vita". Nel frattempo ho svariate idee in mente, ma nulla di cui vorrei ancora parlare per scaramanzia.

9. Per finire, se qualcuno ti chiedesse perchè dovrebbe leggere il tuo romanzo, tu cosa gli risponderesti?
Perché la risata è terapeutica, e perché leggere qualcosa di originale, in qualche modo diverso rispetto al panorama attuale della narrativa italiana e internazionale, può piacere come no, ma è sempre un'apertura di orizzonti e di visioni.

Bene lettori, cosa pensate dell'intervista?  Il romanzo vi incuriosisce?
Vi aspetto nei commenti.
Baci, R♥

1 commento:

  1. Rosalba ciaoo ❤️ Che bella l'intervista a Chiara! Io ho letto il suo libro e l'ho adorato, credimi che non sono riuscita a metterlo giu' finché non l'ho finito. Mi sono letteralmente divertita leggendolo come non capitava da tanto e Chiara poi e' gentilissima oltre che bravissima, io voglio il sequel pero' eh ❤️

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